Politica americana

 

«L’America è una novità senza precedenti. L’idea del Nuovo Mondo non esprime un dato meramente cronologico, ma fa affiorare la vertiginosa possibilità che si è presentata agli uomini moderni di “rifare il mondo daccapo”, come diceva Thomas Paine. Opportunità inedita, addirittura divina. Ma come si esprime questa “versione originale” della modernità? Attraverso i documenti fondativi, le istituzioni e i rituali di quella che il sociologo Robert Bellah ha chiamato la “religione civile americana”. Chiunque può diventare americano abbracciando con sincero trasporto la costituzione e la concezione antropologica che in essa è implicita, rispettando le “leggi degli uomini”, immergendosi nelle liturgie pubbliche, dal tacchino ripieno del Ringraziamento al Super Bowl» (dall'introduzione dell'autore)

Questa piccola introduzione cerca di spiegare su quali basi, e per mezzo di quali pratiche e istituzioni politiche, sia nata e si sia sviluppata l’“eccezione” americana. Il libro racconta, dalle origini a oggi, le appassionanti vicende dell’apparentemente perfetto sistema bipartitico, mostrando come esso in realtà sia emerso da controversie e aggiustamenti progressivi, e come i due grandi partiti – quello Repubblicano e quello Democratico – non esauriscano in realtà il quadro delle formazioni politiche statunitensi. Il libro racconta inoltre il funzionamento del sistema elettorale e analizza i poteri del Presidente, del Congresso e della Corte Suprema degli Stati Uniti.

 

  • Mattia Ferraresi

    è corrispondente del Foglio da New York. Ha pubblicato Obama. L'irresistibile ascesa di un'illusione (con Martino Cervo, Rubbettino 2008).