Previdenza complementare

L’esigenza di una ricerca di questo tipo è nata dal contesto economico attuale. Il sistema pensionistico europeo è, e lo era ancor di più ai tempi della pubblicazione del Libro Verde (2010), sotto pressione a causa dell’invecchiamento della popolazione dovuto all'allungamento della vita media e alla contrazione dei tassi di natalità. Ciò rappresenta, per tutti gli Stati membri, una forte sfida anche in campo pensionistico, dal momento che questo invecchiamento demografico porterà nel 2060 ad avere due persone attive per ogni ultra-65 enne contro le attuali 4 (circa). Nel 2010 pertanto si era avviata un’ampia discussione su come il quadro pensionistico europeo potesse essere sviluppato al fine di fornire agli Stati membri un sostegno per garantire ai propri cittadini pensioni sostenibili ed adeguate. Il Libro Verde, in quanto tale, non presentava proposte specifiche per il raggiungimento dello scopo, ma racchiudeva in sé un’analisi delle cosiddette “grandi sfide” (invecchiamento demografico, evoluzione dei sistemi pensionistici degli Stati Membri ed effetti della crisi economica e finanziaria) e chiedeva sostanzialmente un parere alle parti in causa nell'Unione Europea su come sostenere gli Stati membri (il cui ruolo è assolutamente predominante nel legiferare sui sistemi pensionistici interni), al fine di creare sistemi pensionistici sostenibili ed adeguati. In tale contesto è nata l’esigenza di stimare a livello macro i prevedibili flussi in entrata e in uscita della previdenza complementare destinata ad assumere sempre maggiore importanza nella misura dell’adeguatezza del reddito da pensione; ciò in quanto la prestazione di base risultava (e risulta tuttora), da sola, sempre più insufficiente a garantire il mantenimento del tenore di vita nel passaggio allo stato di quiescenza.

  • Paola Fersini è dottore di ricerca in Scienze Statistiche Attuariali alla Sapienza. Professore aggregato di Matematica Finanziaria in LUISS, docente alla LUMSA e LUISS Business School. Partner scientifico dello Studio Olivieri & Associati, siede nel Consiglio dell’Istituto Italiano Attuari.