Italexit, cancellazione del debito e monete parallele: l’attrazione fatale per la soluzione argentina

Italexit, cancellazione del debito e monete parallele: l’attrazione fatale per la soluzione argentina

Agosto 2017
29 pagine
978-­88-­6856-­101-­7

Questo studio vuole mostrare la straordinaria complessità di un’uscita dell’Italia dall’euro at-traverso un paragone con l’Argentina che negli anni novanta aveva adottato un regime di pie-na convertibilità con il dollaro. Dopo aver abbandonato quel regime nel 2002 e essere incorsa in un default sul debito, il paese tornò a crescere a tassi elevati nel giro di pochi anni. Secon-do alcuni, l’esperienza argentina dimostra che l’uscita dall’euro e la ristrutturazione del debi-to potrebbero “far rinascere” l’Italia. Questa conclusione è profondamente errata per almeno due motivi. Mentre in Argentina esistevano una moneta nazionale, il peso, e un sistema di pagamenti in peso, che affiancava quello in dollari, in Italia dovrebbero essere creati ex novo una moneta e la più importante infrastruttura per i pagamenti oggi centralizzata nell’area dell’euro. Per un periodo molto lungo, il pubblico perderebbe l’accesso pieno ai propri conti in banca e il paese si troverebbe isolato dai mercati finanziari e valutari internazionali. Inoltre il debito pubblico, in rapporto al PIL, era in Argentina meno della metà di quello italiano, e in larga parte detenuto da residenti stranieri. In Italia una ristrutturazione del debito decurte-rebbe la ricchezza delle famiglie e metterebbe a rischio compagnie di assicurazione, fondi pensione e banche, già duramente provate dalla doppia crisi degli ultimi dieci anni. La con-sapevolezza di questi rischi ha di recente motivato la ricerca di terze vie, come la creazione di monete nazionali da affiancare all’euro. In Argentina, l’emissione di “quasi monete” a livello provinciale non ha avuto effetti positivi sulla crescita ed ha anzi contribuito a far precipitare la crisi: il sollievo costituito dalla disponibilità di nuovi mezzi monetari fu più che compensa-to dall’incertezza che l’iniziativa ingenerò negli investitori circa le prospettive economiche delle province che vi fecero ricorso e la volontà del governo centrale di difendere il regime di cambio.