L’azienda di famiglia è un modello antico e
molto diffuso, nella piccola come nella grande
dimensione; eppure nella teoria
economica è generalmente considerato
inefficiente. La sua persistenza sui
mercati azionari è messa in relazione con la
scarsa tutela degli investitori o con fenomeni
attinenti alla sfera psicologica, che tuttavia
non sembrano spiegare pienamente la realtà.
Il libro intende dare al problema
un contributo esplicativo in termini
economico-aziendali. La stabilità e
l’intensità delle relazioni sistemiche
tra famiglia, proprietà ed impresa
conferiscono alle decisioni strategiche e
di governo un orientamento al lungo
termine difficilmente riscontrabile
in altri modelli proprietari.
Ciò ha effetti positivi sul capitale relazionale,
sulla generazione di opportunità di business e
sulla valutazione soggettiva delle
combinazioni rischio-rendimento,
che possono essere all’origine di risorse
idiosincratiche “family-specific”.
L’azienda ha allora un “premio di valore”
per la famiglia, che il mercato non riesce
a “prezzare”. Il volume ne analizza
le implicazioni sui benefici privati e
sul mercato del controllo societario,
proponendo una rilettura degli approcci
teorici di maggiore diffusione