Per riprendere in termini interrogativi la locuzione di Max Weber, l’attività parlamentare è concepita e praticata nei sistemi politici moderni come una forma professionale di “lavoro intellettuale”. Così che può avere senso descrivere le arene competitive nelle quali si svolgono le elezioni dei rappresentanti al parlamento nei termini di un “mercato del lavoro”: con la funzione di offerta gestita dai partiti politici, e la funzione di domanda disseminata fra la pluralità dei cittadini-elettori. Ma il mercato del lavoro parlamentare è qualcosa di più della metafora elaborata dalla tradizione elitista. E’, in modo particolare nella situazione italiana, lo strumento concretissimo attraverso il quale la classe politica – e i partiti al loro interno, come agenzie di “collocamento” – provvedono a regolare i flussi di entrata e di uscita di personale privilegiato e specializzato all’interno del sistema istituzionale e talvolta anche nelle sfere adiacenti. La raccolta di saggi qui proposta ha ad oggetto, per l’appunto, la classe politico-istituzionale – più specificamente il ceto parlamentare – nel sistema politico italiano, con riferimento alle due variabili cruciali del merito e della mobilità.
IN VENDITA DAL 26 AGOSTO