Ludwig von Mises (1881-1973) è stato uno dei maggiori economisti del Novecento. Il suo nome è di solito legato alla critica dell’economia di piano e dell’interventismo della mano pubblica in economia. Il suo Socialismo, un’opera pubblicata originariamente a Vienna nel 1922, è la più articolata e dirompente analisi critica dei regimi socialisti, di cui Mises vedeva l’impossibilità pratica a soddisfare i bisogni della collettività e di cui prevedeva quindi l’ineludibile crollo.
Sebbene conosciuto soprattutto per questo suo contributo teorico, Mises ha fatto molto di più. Ha attraversato l’intero territorio delle scienze sociali, misurandosi con problemi epistemologici, giuridici, sociologici e giungendo a formulare una compiuta teoria dell’azione umana. Il prodotto di ciò è Nationalökonomie. Theorie des Handelns und Wirtschaftens, uscita a Ginevra nel 1940 e poi riscritta in inglese e pubblicata nel 1949 sotto il titolo di Human Action. A Treatise on Economics. Mises spiega qui tutti i fenomeni economici a partire dall’azione individuale e mostra come la dimensione economica, che è quella relativa ai mezzi, sia presente in ogni azione umana. È un’opera di vastissimo respiro, che costituisce tra l’altro il primo trattato di economia scritto in epoca posteriore alla Prima guerra mondiale.
Lorenzo Infantino è titolare della cattedra di Metodologia delle Scienze sciali presso la Facoltà di Economia della LUISS Guido Carli di Roma. È autore di numerosi volumi, fra cui si ricordano: L’ordine senza piano. Le ragioni dell’individualismo metodologico (Armando, Roma, 1998), Ignoranza e libertà (Rubbettino, Soveria Mannelli, 1999). Entrambi i testi sono stati tradotti in inglese e spagnolo. Recensendo l’edizione inglese de L’ordine senza piano (Individualism in Modern Thought, Routledge, London-New York, 1998) Kenneth Minogue, professore emerito alla London School of Economics, ha scritto che l’ispirazione culturale di Lorenzo Infantino è chiaramente anglo-austriaca.