«Non è certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse».
Sulla base di questa affermazione, Adam Smith è diventato il creatore dell’homo oeconomicus: colui che perseguirebbe i propri interessi personali, disinteressandosi delle esigenze collettive. Per l’autore di questo saggio, Smith stempera l’egoismo individuale con la «morale della simpatia», che stimola gli uomini a ricercare l’approvazione dei propri simili: un correttivo per le istanze egocentriche, capace di convogliarle verso esiti socialmente utili.
Attraverso la lettura comparata della Ricchezza delle nazioni e della Teoria dei Sentimenti morali, comprendere il pensiero di Adam Smith significa, allora, cogliere il nesso profondo che esiste tra economia e etica. Ieri: agli albori della rivoluzione industriale; oggi: all’inizio di un nuovo millennio nella stagione del capitalismo globalizzato.
L’egoismo di Smith non è quello assoluto di Hobbes; non può essere considerato, perciò, un elemento disgregatore della società: piuttosto, un fattore di ordine e di sviluppo. Indipendentemente dalle ragioni profonde alla base del comportamento umano, i meccanismi del mercato agiscono, infatti, come una «mano invisibile» che guida l’economia, nella ricerca del benessere collettivo.
Carlo Scognamiglio ha dedicato un pregevole saggio al padre-fondatore del liberalismo, Adam Smith: è sorprendente l’accoglienza che il suo lavoro ha accolto in sede politica. (Massimo Tosti, Il Tempo)
È in questo percorso lungo tutto l’arco della storia delle teorie del capitalismo, fino alla separazione fra proprietà e gestione e alla globalizzazione, che si concreta felicemente la bella difesa di Scognamiglio del pensiero, non solo economico, liberale: la sua capacità di stare al passo con la storia, pur rimanendo fedele a se stesso.(Piero Ostellino, Corriere della Sera)
Il nuovo saggio di Carlo Scognamiglio Pasini, economista e politico di solida esperienza, trova risposte di estremo interesse in una rilettura di Adam Smith: pensiero classico per il XXI secolo. (Antonio Calabrò, Il Mondo)
Carlo Scognamiglio Pasini , Formatosi alla Bocconi di Milano e alla London School of Economics and Political Sciences di Londra, è dal 1979 ordinario di Economia Politica Industriale alla Luiss “Guido Carli”. Rettore dal 1984 al 1990, succedendo a Rosario Romeo, Scognamiglio ha promosso la completa ristrutturazione dell’Università, che ha visto salire in quegli anni il numero degli iscritti da circa ottocento a ottomila. Eletto nel 1991 Senatore nelle fila del Partito Liberale Italiano, Scognamiglio è stato Presidente del Senato dal 1994 al 1996. Ministro della Difesa nel Governo D’Alema (1998), Scognamiglio è attualmente, fra l’altro, Presidente onorario della sezione italiana dell’Aspen Institute.