Luiss University Press

 

Rassegna Stampa

mercoledì 20 febbraio 2008


Ansa - Oscar Bartoli "E anche questa è America"

ANSA - Libro del giorno
Oscar Bartoli E anche questa è America    
Prefazione di Walter Veltroni
(Luiss University Press - pp. 306 - euro 20,00)
 
CRONACHE ED ESPERIENZE AUTOBIOGRAFICHE
Presentato oggi a Roma nella Sala delle Colonne della Luiss da un panel di giornalisti e docenti universitari, “E anche questa è America” di Oscar Bartoli acquista, in questa stagione che è elettorale negli Usa ma anche in Italia, ulteriore attualità e interesse dalla prefazione di Walter Veltroni.
''Pur ritenendomi un buon conoscitore dell'America - scrive Veltroni - la lettura mi ha piacevolmente sorpreso, regalandomi spunti di novità e, in generale, la testimonianza della durezza della vita quotidiana negli Stati Uniti, qualcosa che va ben oltre la bellezza consueta dell'illustrazione in carta patinata di certe pubblicazioni''.
Un'America tra mito e verità: nella scia di Bartoli, Veltroni parla delle ''incredibili opportunità offerte a chi abbia voglia di impegnarsi, di lavorare, di rischiare, mettendosi in gioco in un sistema che ... tende a riconoscere e a premiare l'iniziativa, al di là di ogni eventuale raccomandazione'', dove ''ognuno è giudicato sulla base di quello che ha fatto'' e ''di quello che vuole fare'', dove ''nulla è regalato'', ma dove ''qualsiasi lavoro merita rispetto''.
Nella chiusura della prefazione, cronaca e idealizzazione si congiungono nell'affermazione che lo spirito dell'America è una delle ragioni per cui ''gli Stati Uniti sono super-potenza che si rinnova in continuazione, una specie di pentola in ebollizione nella quale nulla è statico e ogni sogno è possibile'': un'epigrafe da campagna di Barak Obama.
Nella scheda del libro di Bartoli, si legge che esso ''offre a studenti universitari, giovani interessati a proiettare il proprio futuro all'estero, persone che vogliono arricchire la conoscenza degli Stati Uniti, uno strumento di facile lettura, denso di casi e di spunti vissuti sulla pelle dell'autore in anni di vita a Washington e in giro per ragioni professionali e turistiche nella maggior parte degli Stati dell'Unione''.
Il volume si compone di tre parti complementari l'una all'altra, che, insieme, forniscono al lettore uno scenario di largo respiro. La prima racconta le esperienze fatte da due giovani (uno è Marco, figlio di Oscar) che sono riusciti a trovare occasioni di lavoro permanenti negli Usa, nonostante le difficoltà loro create dalla diversa cittadinanza e dalla non equipollenza degli studi. La seconda raccoglie sette lunghe interviste a personaggi italiani ed americani che si sono affermati nella propria nicchia professionale. La terza comprende una selezione delle corrispondenze di Bartoli per i tre canali di Radio Rai dal 1999 a oggi.
Personalità poliedrica, Oscar Bartoli, già autore di “Lei non sa chi sono io”, con la prefazione di Romano Prodi, è stato per dieci anni docente di Teorie e tecniche della comunicazione d'impresa alla scuola di giornalismo della Luiss. Trasferitosi negli Usa come direttore dell'Iri per l'America, ha insegnato per due anni Etica della comunicazione alla Catholic University di Washington.
Dopo la privatizzazione dell'Iri e la chiusura degli uffici all'estero dell'Istituto, Bartoli rimase a Washington dove ha una società di consulenza aziendale. Ha da tempo ripreso l'attività di giornalista, collaborando con i tre canali di Radio Rai, con agenzie di stampa e con diverse testate, oltre che pubblicando una Lettera da Washington bilingue mensile che è palestra di confronto, e talora di sfogo, per una fetta della comunità italo-americana.
Dal suo 'collage' di personaggi e immagini statunitensi trapela quel sottile filo di 'americanismo' che contraddistingue gli italiani che, giunti negli Usa per un lavoro temporaneo, decidono di restarvi a vivere per sempre e spesso acquisiscono la cittadinanza americana rispetto a quelli che, fatta l'esperienza, tornano in Italia o vanno altrove: lo si capisce dalla morale del libro collocata sulla controcopertina, ''Lavorare in America è difficile, ma non impossibile. Basta avere voglia di misurarsi con le difficoltà oggettive e gettare il cuore al di là dell'ostacolo. Per chi ha determinazione e voglia di rischiare, il sogno americano diventa realtà''.

LUP EVENTI

Generare Classe Dirigente. Un capitale di fiducia da ricostruire per le élite europee

di Associazione Management Club

mercoledì 28 aprile 2010
ore 9:00
Sala Petrassi - Auditorium Parco della Musica, Roma